⚡ 𝗔 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗔𝗱𝗿𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗿𝗶𝗮𝗳𝗳𝗶𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘂𝗻 𝗳𝘂𝗹𝗺𝗶𝗻𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗲 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼𝗹𝗼
📍 Villa Adriana, Tivoli (Roma) – Lazio, Italia
Nell'area del cosiddetto Anfiteatro di Villa Adriana è affiorato un bidentale — il recinto sacro che i Romani costruivano attorno al punto colpito da un fulmine per consacrarlo alla sfera divina. La lastra in marmo che lo sigilla reca incise due parole: FVLGVR e SVBMANIVM. La prima indica il fulmine. La seconda ne precisa la natura: il fulgur submanium era, nella dottrina etrusca degli aruspici, la saetta notturna, il lampo non visto dagli occhi umani, attribuito a Summano, divinità del tuono notturno. Un fulmine di cui nessuno era stato testimone, e che per questo richiedeva un rito di riconoscimento ancora più solenne.
Il rito del fulgur conditum prevedeva che il punto colpito venisse "sepolto" — si scavava, si raccoglievano i frammenti bruciati, si sacrificava un bidens (l'agnello dai due denti prominenti che dà il nome alla struttura) e si chiudeva il tutto con una copertura che rendeva quel suolo per sempre intoccabile. Trovare un bidentale ancora nel suo contesto originario, con iscrizione leggibile, è una rarità assoluta.
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Leggi tutto: A Villa Adriana riaffiora il luogo dove un fulmine rese sacro il suolo
Solo il nome Odissea evoca tanti ricordi, nel bene e nel male; una volta nella vita a scuola o a casa, nei racconti e nei libri, la parola Odissea tutti l'avremo sentita. È un poema di 24 libri che risale alla prima letteratura della Grecia antica e attribuito all'aedo Omero. È diventato nel tempo il simbolo di un grande viaggio pieno di peripezie e difficoltà. Adesso è anche un film.
Sul grande schermo ormai in tutta Italia viene proiettato il film del famoso regista Nolan: The Odyssey, un lavoro durato un anno intero, con una durata finale di 2h e 52 minuti.
E la domanda forse che tutti ci poniamo è perché un americano al giorno d'oggi vuole impiegare tanto tempo nel riportare alla vita uno scritto di secoli e secoli fa?
È una domanda lecita finché non si è visto il film. Perché a tutti gli studenti sarà venuta la domanda, quando leggono i milioni avventure di Odisseo, perché si deve studiare?
E Nolan incredibilmente con una sua interpretazione anche abbastanza libera, secondo me, dà una risposta.
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- Scritto da Matilde
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Leggi tutto: Odisseo πολύτλας (polytlas) - La tragedia della sopportazione

Intorno a Milano ci sono tanti luoghi di straordinario interesse, luoghi d’arte e di storia che riservano tante sorprese. L’abbazia di Viboldone è uno di questi: si trova nel Comune di San Giuliano Milanese a pochi chilometri dalla città, ma è lontana anni luce dalla vita movimentata che si vive nel centro urbano. C’è campagna, spazio aperto, tranquillità, c’è la Vettabbia che scorre veloce nel parco e in primavera il canto degli uccelli riesce a coprire il ronzio del traffico della vicina tangenziale. La sua storia antica è riassunta nei cartelli e ben illustrata nel suo sito internet; quest’anno festeggia il suo 850° anniversario e la sua storia continua anche grazie ai volontari che organizzano eventi e visite guidate.
La passione per la scoperta dei tesori che si trovano a Milano e dintorni mi ha fatto incontrare un’interessante epigrafe in latino scritta sulla facciata di un edificio rurale adiacente all’abbazia.
L’iscrizione è disposta su due livelli e presenta qualche lacuna colmabile grazie ad alcuni moderni siti internet e trova conferme in modelli che risalgono a tempi lontani.
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- Scritto da Franciscus
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Leggi tutto: Viboldone: una scritta in latino che viene da lontano
In via Lanzone, all’altezza del N. 30, nei pressi della chiesa di Sant’Ambrogio, si trova la piccola chiesa di S. Agostino in Camminadella, edificio poco appariscente sul cui timpano spezzato campeggia un’iscrizione del XVI sec. che indica questo come il luogo in cui sant’Agostino fu battezzato da Sant’Ambrogio.
L’iscrizione è questa:
|
DIVUS AUGUSTINUS |
SANT’AGOSTINO |
Possibile che Agostino sia stato battezzato in questo luogo, vicino alla chiesa di Sant’Ambrogio e lontano dal Duomo? Proviamo a indagare, partendo dalle parole del santo.
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- Scritto da Franciscus
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Nel vocabolario italiano ci sono espressioni ordinate in ordine alfabetico che lasciano il loro rango di parole normali per uscire alla ribalta e diffondersi inspiegabilmente nei discorsi di tutti. Luca Goldoni fu un grande osservatore di questo fenomeno, al punto da scrivere libri interi su una parola (Dipende, Cioè…) o su un modo di dire (Lei m’insegna, Colgo l’occasione, Non ho parole…).
Questo strano fenomeno poco tempo fa ha reso protagonista la parola “resilienza”, da molti detestata, ha reso pervasiva l’espressione qualunquistica “quant’altro”, tanto per ricordare alcuni casi recenti. Poi la moda linguistica passa, perché le parole e le espressioni troppo usate stancano, non destano più attenzione e, soprattutto, perdono di efficacia, scadendo nel luogo comune. Chi usa più o si ricorda le espressioni “a monte” e “a valle”?. Cose del tempo passato.
Oggi si sta assistendo alla diffusione a macchia d’olio di “dopodiché”.
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- Scritto da Franciscus
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Facendo una breve visita a Berceto (passo della Cisa) mi sono imbattuto in una grande iscrizione in latino, realizzata in altorilievo sul fianco di un edificio che ospita uno spazio chiamato Via dei Matti N° 0, come la popolare trasmissione musicale della RAI.